19/11/2013 Fonte: Aifa
Per approfondimenti: "Farmaci contraffatti: il fenomeno e le attività di contrasto", D. Di Giorgio ed., Tecniche Nuove, AIFA/EDQM publishing: ISBN 978-88-481-2553-6, 2010
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Internet ha cambiato radicalmente l’approccio dei consumatori agli acquisti; l’e-commerce nel tempo è riuscito ad espandersi virtualmente a qualsiasi tipo di merce, inclusi i farmaci.
L’esplosione di Internet ha determinato il proliferare di negozi sul web dediti alla vendita di medicinali, in gran parte illegali, ovvero privi di autorizzazione rilasciata dalle autorità sanitarie, e responsabili della diffusione di prodotti di scarsa qualità, prevalentemente contraffatti/falsificati.
Il rischio in cui si incorre è quello di assumere medicinali rispetto ai quali non è possibile stabilire con certezza da dove provengano, chi li abbia prodotti, attraverso quali processi e con quali ingredienti. Ne deriva che i rischi maggiori per gli acquirenti sono quelli per la salute, piuttosto che quelli economici.
Il panorama europeo, rispetto al commercio di medicinali attraverso il web, è stato, ed in parte continua ad essere abbastanza eterogeneo: se infatti in alcuni paesi come la Gran Bretagna si è già provveduto a regolamentare questo tipo di attività, in altri come l’Italia non sono tuttora consentiti né la vendita né l’acquisto di farmaci in rete.
A tale carenza normativa si è in parte ovviato con la nuova Direttiva europea 2011/62 che modifica il precedente Codice farmaceutico europeo e introduce, tra le altre novità, un titolo interamente dedicato alla vendita di medicinali su Internet. Concluso l’iter di recepimento, tutti gli Stati membri, Italia compresa, dovranno regolamentare tale tipologia di commercio, garantendo, attraverso una serie di modalità, la sicurezza degli acquisti effettuati su farmacie online accreditate e controllate.
In particolare, le farmacie online legali, autorizzate e controllate dalle autorità sanitarie, saranno riconoscibili dalla presenza di un logo comune, utile a distinguerle dai negozi illegali.
Le autorità, sanitarie e non, da tempo dedicano attenzione al fenomeno delle e-pharmacies. Un recente caso di intervento è quello seguito da AIFA e dall’Autorità Garante per la concorrenza e il mercato, che ha portato all’oscuramento della farmacia 121.doc, clinica legale in Inghilterra che vendeva farmaci a pazienti italiani, malgrado la normativa attualmente vigente nel nostro paese non consenta di fatto tale tipo di commercio.

Esempio di siti illegati con l'indicazione 'bloccati' (Fonte: AIFA)
Parole chiave | Aifa; Contraffazione;
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