Prodotti alimentari

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Come difendersi dalle frodi alimentari

30/07/2012  Fonte: Coldiretti

Oltre a confidare nel lavoro degli organi preposti alla difesa della credibilità del prodotto italiano, che effettuano i dovuti controlli sulla merce, come l'Agenzia delle dogane, i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma (Nas), i Carabinieri per le politiche agricole e alimentari (Nac), le Capitanerie di porto e  il Corpo forestale, anche i consumatori possono difendersi da un prodotto contraffatto o posto in vendita attraverso informazioni ingannevoli e non veritiere.

E’ necessario, in primo luogo, diffidare dei prodotti alimentari a basso prezzo, in quanto sono spesso carenti di qualità e genuinità a discapito della sicurezza alimentare.

Per effettuare acquisti consapevoli bisogna, altresì, prestare attenzione alle indicazioni contenute nelle etichette alimentari. A riguardo, il decreto legislativo n. 109 del 1992 indica quali sono le indicazioni obbligatorie che devono essere poste in etichetta: la denominazione di vendita; l’elenco degli ingredienti; la quantità; il termine minimo di conservazione; il nome o la ragione sociale, l'indirizzo del fabbricante o del confezionatore; la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento; una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza; il luogo di origine e provenienza, nel caso in cui l’omissione  possa indurre in errore l’acquirente circa l’origine o la provenienza del prodotto; la menzione del titolo alcolometrico volumico per bevande con un titolo superiore all'1,2% di alcool in volume.

Verificata la presenza delle indicazioni obbligatorie relative al prodotto, qualora nella presentazione dello stesso venga messo in evidenza un ingrediente caratterizzante (es. succo di fragola, crema al tartufo, ecc.), al fine di verificare la veridicità di tale informazione, e, quindi, la significativa presenza della materia prima messa in evidenza, è importante controllarne la quantità riportata in etichetta, che deve essere obbligatoriamente espressa in percentuale.

Ed ancora, posto che, molto spesso la frode appare già attraverso le immagini di presentazione del prodotto, se, ad esempio, le stesse richiamano noti luoghi, tanto da indurre a ritenere che si tratti del territorio di provenienza dell’alimento, dalle indicazioni in etichetta è possibile controllare che l’origine territoriale evocata corrisponda, realmente, al luogo di produzione del prodotto

Dunque, per tutelarsi da possibili frodi e compiere una scelta consapevole in fase di acquisto di un prodotto alimentare, è fondamentale individuarne le caratteristiche essenziali, imparando a leggere l’informativa che accompagna lo stesso.

Ad ogni modo, qualora il consumatore individui delle informazioni o immagini del prodotto che possono indurre in errore sulle sue caratteristiche e precisamente sulla natura, sulla identità, sulla qualità, sulla composizione, sulla quantità, sulla curabilità, sul luogo di origine o di provenienza, sul modo di ottenimento o di fabbricazione, lo stesso può effettuare una segnalazione ad un’associazione di categoria o, direttamente, all’Antitrust, la quale provvederà ad effettuare i dovuti accertamenti per esaminare la sussistenza di una pratica commerciale illecita.
 

Il prof. Stefano Masini - Responsabile Ambiente e Territorio della Coldiretti – illustra l’importanza della consapevolezza del cittadino consumatore rispetto alle etichettature poco trasparenti e pratiche commerciali ingannevoli.


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