27/11/2013 Fonte: SMI
Il Web è una nuova forma distributiva che ha potenzialità immense ma altrettanti rischi sia per le imprese sia per i consumatori.
È flessibile e dà ottimi margini distributivi e di profitto, motivo per cui è un mezzo di comunicazione/distribuzione sempre più ambito dalle imprese e dalla stessa industria della contraffazione che trova in questo settore un facile sbocco con rischi tutto sommato contenuti.
Il settore Tessile/Moda/Abbigliamento è tra i settori che più di altri subiscono la concorrenza sleale e gli effetti negativi della contraffazione e, in particolare, della contraffazione smerciata via web.
I principali casi di contraffazione on-line sono:
In quanto fenomeno culturale, la contraffazione ha una dimensione capace di adattarsi velocemente ai fenomeni della modernità e alle mutazioni del comunicare e trasmettere, molto più delle leggi e normative (troppo spesso costrette ad inseguire).
In tal senso ed inevitabilmente, la contraffazione si è oggi spostata sul web sfruttandone appieno le capacità di raggiungere miliardi di consumatori in tutto il mondo, mutando repentinamente gli stessi supporti utilizzati per trasmettere il messaggio commerciale: ad es., dalle aste on-line il fenomeno sta trasmutando, sempre più di frequente, in messaggi veicolati tramite social networks, creando quasi un rapporto fiduciario all’interno delle c.d. cerchie che gli stessi social networks sfruttano per la condivisione.
La contraffazione on-line è, quindi, un fenomeno sostanzialmente “liquido” e di difficile contrasto perché la flessibilità del mezzo che utilizza, il web, rende quasi intangibili ed inafferrabili i contraffattori, spesso nascosti dietro identificativi fittizi e annidati nell’altro capo del mondo.
Date queste premesse, è evidente la necessità di recuperare il controllo sul web, al fine di permettere ai consumatori e alle imprese di sfruttare appieno la portata commerciale di questo mezzo, ancora troppo poco utilizzato nelle transazioni commerciali.
Il web comporta per imprese e consumatori rischi e vantaggi.
Per le imprese:
Per i consumatori:
Così, ancora oggi diverse imprese del settore tessile/moda (anche di successo) decidono di non sfruttare pienamente questo canale, pur di non essere confuse con i potenziali contraffattori.
Allo stesso modo ancora troppi consumatori rinunciano ad acquistare on-line per evitare il rischio di acquisti di merce non conforme alle proprie aspettative.
Ad oggi le forme di rivendita on-line (anche per i prodotti contraffatti) sono le più disparate:
È opportuno notare come si passa dall’ipotesi n. 1 (e-shop di proprietà) ove vi è un soggetto responsabile del sito che coincide con il produttore e con il rivenditore, all’ipotesi n. 2 (e-shop multimarca) dove il soggetto responsabile del sito, pur non coincidendo con il produttore, è responsabile in prima persona della vendita nonché perfettamente reperibile, arrivando infine alle ipotesi n. 3 e 4 ove il gestore del sito si dichiara totalmente irresponsabile (anche in contrasto con quanto disposto dalla più recente normativa e giurisprudenza europee) e non ha alcun legame con il soggetto che mette in vendita il prodotto, il quale potrà facilmente rendersi irreperibile.
In sostanza, a piattaforme distributive on-line differenti corrispondono livelli di rischio differenti.
Il dott. Fabrizio Ciofalo - area Affari Legali di SMI - illustra le potenzialità ed i rischi degli acquisti di capi di abbigliamento attraverso il web. I principali casi di contraffazione online sono la contraffazione di marchio e di design e la contraffazione di nome a dominio.
Parole chiave | SMI; Contraffazione; Rischi; Marchio; Design; Rete; Materiali; On line; Moda; Tessile; E-shop;
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