19/11/2013 Fonte: Aifa
Per approfondimenti: "Farmaci contraffatti: il fenomeno e le attività di contrasto", D. Di Giorgio ed., Tecniche Nuove, AIFA/EDQM publishing: ISBN 978-88-481-2553-6, 2010
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L’incremento dei casi di crimini farmaceutici registrati negli ultimi anni è, di fatto, riconducibile ad una serie di fattori, tra cui il progressivo allargamento al settore farmaceutico delle attività della criminalità organizzata.
Molteplici sono le ragioni che spiegano l’interesse della criminalità alla contraffazione farmaceutica.
Proprio la prolungata assenza di un quadro normativo adeguato e di sistemi di controllo efficaci ha di fatto contribuito all’estensione del fenomeno.
I canali di distribuzione cui ricorrono i contraffattori sono ben noti: nei paesi in cui esiste un controllo rigido sui canali legali (come in Italia, grazie al sistema di "tracciabilità") vengono sfruttate le reti illegali e non controllate (Internet, palestre, club, negozi non farmaceutici come sexy shop e rivendite di prodotti etnici) per la distribuzione di prodotti falsificati mentre, laddove non esistono sistemi di controllo strutturati, i prodotti contraffatti riescono ad infiltrarsi nella catena distributiva legale tramite grossisti autorizzati e non necessariamente coinvolti nell’organizzazione criminale.

Immagine di una farmacia di strada - Myanmar (Fonte: AIFA)
In considerazione della preoccupante crescita del fenomeno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha istituito nel 2006 una task-force internazionale per la lotta alla contraffazione dei farmaci denominata IMPACT (International Medical Products Anti-Counterfeiting Taskforce), allo scopo di promuovere la collaborazione a livello internazionale nella ricerca di soluzioni globali a tale problematica.
Parole chiave | Aifa; Contraffazione;
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