30/07/2012 Fonte: Coldiretti
La contraffazione nel settore alimentare è percepita come una delle frodi tra le più gravi, poiché minaccia la salute e la sicurezza alimentare.
Infatti, spesso si tratta di falsi realizzati, per così dire, in economia, poiché si verifica la sostituzione totale di una materia prima alimentare con un’altra il cui pregio è nettamente inferiore e può accadere che tale sostituzione avvenga con sostanze particolarmente pericolose.
Pertanto, i falsi alimentari sono destinati a rendere disponibili prodotti non solo rischiosi, in termini di sicurezza alimentare, ma altresì naturalmente privi delle obiettive caratteristiche nutrizionali e dei vanti prestazionali.
ll prodotto falso altera la concorrenza e pregiudica i rapporti economici, determinando prezzi anomali con conseguenti danni per le imprese agricole virtuose. A tal proposito, si consideri che all’estero sono falsi più di tre prodotti alimentari italiani su quattro, con le esportazioni dall’Italia che raggiungono il valore di 16,7 miliardi di euro e rappresentano appena un terzo del mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy, che vale oltre 50 miliardi di euro.
E’ chiaro, dunque, che le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy potrebbero quadruplicare se vi fosse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale, che è causa di ingenti danni per l’economia nazionale.
Si consideri, inoltre, che la pirateria agroalimentare determina un grave danno all’ immagine della produzione italiana, posto che, vengono usurpati simboli, marchi e denominazioni per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con l’originale produzione: dai formaggi ai salumi, dal caffè ai biscotti, dall’olio di oliva ai condimenti, dalla pasta ai vini.
Il rischio reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili.
Il prof. Stefano Masini - Responsabile Ambiente e Territorio della Coldiretti – evidenzia come fenomeno della contraffazione, anche nel settore alimentare, sia un sistema criminale organizzato. Quelli di contraffazione sono spesso considerati reati “spia” , che segnalano attività di gestione manageriale illegale di intere filiere.
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