27/11/2013 Fonte: SMI
Furto per le imprese del valore del loro marchio, della loro reputazione, della ricerca, della creatività e della comunicazione che stanno alla base del successo di un prodotto.
A qualcuno potrebbe non importare.
Ma è altrettanto poco importante che la contraffazione sia un furto per la collettività in termini di evasione fiscale e contributiva?
È altrettanto poco importante che la contraffazione finanzi l’attività della criminalità organizzata, quale remunerativa area di investimento al pari della produzione e dello spaccio di droga, della gestione della prostituzione e del gioco d'azzardo garantendo, con il minimo rischio, un enorme flusso di denaro?
Infine, è altrettanto poco importante che la contraffazione sia un furto della salute di ciascun consumatore, comportando seri e potenziali rischi per l’incolumità di chi acquista “contraffatto”?
Soprattutto nel settore Tessile/Moda/Abbigliamento, i prodotti contraffatti contengono sostanze per lo più chimiche (come ammine aromatiche e coloranti azoici vietati) che possono creare seri danni alla salute dei consumatori (ad es. allergie, dermatiti, per non citare più gravi conseguenze che l’epidermide può subire).
Si tratta, a conti fatti, di un fenomeno socio-culturale in continua crescita che va arginato, a cominciare dalla domanda che, anche in Italia, è ancora troppo elevata.
Soprattutto tra i giovani (ma non solo, sic!), la violazione dei diritti di proprietà intellettuale non è percepita come un reato, un furto, bensì come lo strumento che consente di acquistare ad un prezzo accessibile beni che, altrimenti, non si potrebbero possedere.
Il settore tessile moda rimane tra i più colpiti dal fenomeno della contraffazione e, per tale motivo, è quanto mai urgente intensificare la lotta a questo fenomeno illegale, ma soprattutto è ancor più urgente che il consumatore si metta nella giusta prospettiva: comprare contraffatto è un reato, un disvalore sociale che crea ripercussioni pratiche negative in tutta la nostra società.
L'avvocato Serena Moretti - responsabile Affari Legali di SMI - evidenzia come il settore tessile risulti essere uno dei settori più colpiti dal fenomeno della contraffazione. La contraffazione produce dei danni gravi alle imprese in termini di mancato fatturato, alla società civile in quanto alimenta le attività delle organizzazioni criminali, allo Stato in termini di evasione contributiva e al consumatore in termini di danni alla salute.
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