Informazioni utili per le aziende

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Consigli pratici per le imprese

31/10/2011  Fonte: Aice


E’ oggettivamente difficile fornire consigli utili alle imprese vista la complessità del fenomeno. Come Associazione ci impegniamo, soprattutto, in azioni di formazione e di sensibilizzazione nei confronti degli imprenditori al fine di condividere e diffondere tra gli operatori e tra i consumatori la cultura del commercio legittimo. Il tutto all’interno della cornice di un accordo di collaborazione sul tema siglato nel 2008 dall’Agenzia delle Dogane e dalla nostra Confederazione nazionale, Confcommercio.

Il consiglio principale che diamo alle aziende che sono colpite dal fenomeno è di attivare una stretta collaborazione con l’Agenzia delle Dogane al fine di alimentare la banca dati Falstaff che consente agli uffici doganali di dotarsi delle conoscenze necessarie per riconoscere i prodotti contraffatti.

Può sembrare una banalità, ma è importante che l’azienda stessa sia in grado di riconoscere un prodotto falso da uno originale e che possa fornire elementi utili alle autorità di controllo, siano esse informazioni tecniche, sul packaging, sulla componentistica utilizzata.

E’ altresì indispensabile che l’azienda  adotti le misure necessarie per tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale a livello internazionale (possibilmente in più Paesi possibile), ad esempio registrando i propri marchi e brevetti. Non che questo sia sufficiente ad evitare che i propri prodotti siano oggetto di falsificazione, ma si tratta comunque di un passo necessario. 

Infine, è importante tenere in considerazione il fenomeno delle merci usurpative, a cui spesso non viene prestata la dovuta attenzione. Si tratta di merci identiche alle originali che vengono prodotte senza il consenso del detentore del marchio. E’ una pratica spesso sottovalutata, ma che ha avuto uno sviluppo collegato al processo di delocalizzazione produttiva.

Quasi tutte le aziende proprietarie di brand internazionali fanno produrre presso aziende terze localizzate in aree geografiche vantaggiose dal punto di vista del costo del lavoro. Questi produttori localizzati prevalentemente nei Paesi del Sud Est asiatico, producono una quantità superiore di merce rispetto a quella pattuita con il detentore del marchio. A questo punto saranno distribuite sul mercato internazionale quantità di merci esattamente uguali agli originali ma a costi molto inferiori.

Si può in questi casi parlare di prodotti contraffatti ?

Il consumatore finale che acquista un prodotto usurpativo può essere considerato sullo stesso piano di un consumatore che con coscienza acquista un prodotto contraffatto e quindi può incorrere in sanzioni ?

Sono quesiti a cui è difficile rispondere.

Chiudiamo quindi con interrogativi invece che con certezze ad ulteriore testimonianza della complessità e della vastità del fenomeno della contraffazione che sempre più da vicino interessa aziende, consumatori ed istituzioni.

Il Dott. David Doninotti - Segretario Generale di Aice - fornisce alcuni consugli alle aziende colpite dal fenomeno della contraffazione: in particolare suggerisce di attivare una stretta collaborazione con l'Agenzia delle Dogane.


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