31/10/2011 Fonte: Aice
Quantificare il fenomeno della contraffazione è molto difficile, se non impossibile data la natura illecita dell'attività. Si possono, però, fare delle considerazioni generali che possono aiutare ad inquadrare meglio il tema e a superare alcuni luoghi comuni.
E' limitativo pensare che la contraffazione riguardi solo alcune categorie di merci, come possono essere i prodotti dell'abbigliamento, dell'elettronica, dell'industria audiovisiva. Il fenomeno assume ormai dimensioni colossali e riguarda tutti i settori produttivi, alcuni dei quali particolarmente sensibili per il consumatore, come, ad esempio, i settori alimentare e farmaceutico.
Fornire delle cifre può essere azzardato. Certamente si tratta di un fenomeno in crescita costante che registra un aumento esponenziale della circolazione e del commercio di prodotti falsi, tanto che non appare fuori luogo parlare di "industria della contraffazione".
Varie fonti nazionali ed internazionali concordano nello stimare il valore delle merci contraffatte in una percentuale di circa il 7% del totale del commercio mondiale, cioè circa 3-400 miliardi di Euro annui. A tale stima andrebbero però aggiunti i valori dei prodotti contraffatti distribuiti nei territori nazionali e delle vendite più o meno legali attraverso Internet.
A livello italiano, alcuni istituti di ricerca hanno stimato il mercato del falso nel nostro Paese con un fatturato di oltre 7 miliardi di Euro. A livello di settore al primo posto vi è il comparto dell'abbigliamento e accessori, seguito da CD, DVD, audio, video e software e dai prodotti alimentari.
In questo video il Dott. David Doninotti - Segretario Generale di Aice - fornisce alcuni dati importanti sul fenomeno della contraffazione a livello nazionale ed internazionale.
Parole chiave | Contraffazione; Aice;
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